Quite Verbatim

il blog dell’amante

j.c.

pausa pranzo – piuttosto aperitivo – in ascolto del Berliner Barok Compagney che suonano su Avro klassiek baroque streaming il sestetto in do maggiore T302/1 di Bach (…Bach Johann Christian l’undicesimo degli sventurati figli di cotanto padre di cui rimane orfano a 15 anni finendo così a studiare con il fratello Carl Philipp…)

mi è stato impossibile non fantasticare sulle parentele melodiche del primo movimento con il concerto per arpa e fllauto di mozart, e sulla citazione nel movimento lento di un noto locus handeliano. il rondò finale ha proprio l’aspetto di come mi figuro quelle reliquie dei cosiddetti periodi di mezzo, gli avvallamenti tra due eccellenze (il padre e mozart appunto), il cui materiale melodico che si trastulla e si torce tra una condotta quasi barocca e a usi e profumi della nascente sensibilità più marcatamente strumentale lo rende mafioso.

(ora parte il concerto grosso op. 2 n.2 di geminiani, la petite banb S. Kujiken…)

addendum: ora il rach 2 haitink-askenazy: ..beh è notevole

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